Il Piave

Tra i molti fiumi torrenti del Veneto, il Piave fu il più turbolento e il più tumultuoso. In Origine esso sfociava nello stesso letto del Sile. Nel 589 avvenne una grande alluvione che colpì tutta l'Italia e fu considerata una forma di diluvio universale. Il Piave uscì dal letto e si portò verso levante, dividendosi in molti rami di cui il principale si sistemò nel letto del Piavon tra Cessalto e Chiarano. Nei dintorni di Cessalto alla profondità di una ventina di metri, si trova ancora il suo letto.

Nell'Ottocento, sempre in seguito ad alluvioni, si portò a sfociare verso Eraclea. Quando furono abbattute le mura dell'antica città, esso seguì il suo corso naturale e andò a sfociare nella laguna di Burano.

Dal 900 al 1110 ci furono alluvioni spaventose, selvagge. Il limo alzò i terreni invasi dalle acque di un metro. Delle alluvioni del XIII e XIV secolo si hanno poche notizie. Nel secolo XV ci furono solo cinque piene. Le terre ebbero il tempo di asciugare e la gente di rafforzare le difese.

Nei secoli successivi si ebbero altre inondazioni, nel 1533 ci fu la più grande del XVI secolo, altre 10 nel XVII con 43 rotte degli argini, 6 nel XVIII con diverse rotte.

Nel XIX secolo si ebbero ben 15 piene elevatissime la cui massima conosciuta il 15 settembre 1882, fu la più funesta, a Zenson raggiunse, al colmo, l'altezza di 10,80. L'inondazione interessò 25 comuni con circa 38.000 abitanti: La superficie inondata fa di 56.000 ettari, l'altezza media delle acque nelle campagne fu di 3 metri.

Non si hanno molte notizie sulle arginature. Si presume che via via che l'agricoltura progrediva ci pensassero i comuni e la Serenissima a costruire e rafforzare gli arzerini come ci furono nella nostra grava. Erano bassi, di sabbia, seguivano le sinuosità del fiume, restringendo in qualche punto la sezione di piena, allentando così la velocità dell'acqua che corrodeva le sponde.

Nel 1884 il Genio Civile riordinò e sopraelevò le arginature da Nervesa al Mare.

Nel 1885 e 1886 Zenson fu di nuovo allagata e alla fine del XIX secolo l'argine regio sostituì gli arzerini. Nel nostro secolo il Piave fu soggetto a piene negli anni 1903 - 1905 - 1907 - 1914 - 1916 - 1926 - 1928.

Nel 1966, il 4 novembre, ci fu la grande alluvione con la rotta a Zenson che tutti ricordiamo.

Il Piave come dicevamo essendo uno dei fiumi più turbolenti, ha subito da parte dell'uomo diversi interventi, infatti bastava cedergli un po' perchè ritornasse l'acquitrino, la palude e con essa la malaria. L'opera dell'uomo ebbe infine il sopravvento e trasformò le terre soggette ad allagamenti, in campagne coltivabili.

Nel 1534 il Piave viene deviato con il "Taglio dei Re" per allontanare le sue acque dalla Laguna l'opera terminerà nel 1579.

Nel 1642 fino al 1664 lavori per il canale artificiale "Piave Nuovo" da San Donà a Porto Santa Margherita. Immediatamente il Sile fu immesso nell'alveo abbandonato dal Piave nella località di Caposile e mise foce al porto di Jesolo.

Nel 1683 una piena straordinaria ruppe le arginature del Piave Nuovo e determinò lo sbocco del fiume, anzichè a Santa Margherita, Cortellazzo, dove sbocca tuttora.

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